03 gennaio 2009

Chi tocca Giorgio Armani muore (o si dimette)

"E’ necessario tornare sulle fresche dimissioni (accettate) di Francesco Corrado al vertice della Legabasket perché sono già fioriti dei retroscena. In sintesi: il più «scenografico» nella critica e nel dare il benservito sarebbe stato Sabatini (Virtus Bologna); il mandante sarebbe stato Minucci (Siena), ma il coltello l'avrebbe usato Proli (Milano).
Perché Proli? Probabilmente perché Corrado era risoluto a infiggere una maximulta all'Olimpia (1,3 milioni di euro) per non aver rispettato, alla data del 30 giugno, i parametri fissati dall'organismo dei club. La questione è da mettere in relazione al passaggio di proprietà tra Corbelli e Armani. Le pendenze sono poi state saldate nei termini previsti dai bilanci, ma Corrado era comunque per il rigore e la coerenza, visto oltretutto che era la linea adottata con Napoli e Capo d'Orlando. L'idea della multa, tra l'altro, non gli è passata nemmeno in questi pochi giorni residui di comando, nei quali dovrà gestire l'ordinaria amministrazione e convocare l'assemblea elettiva: l'Olimpia sarà valutata dal giudice della Lega.
E a proposito di elezioni, va detto che se i club non raggiungeranno un accordo sul nuovo presidente, il 16 gennaio rischieranno di ritrovarsi commissariati, magari nel nome di quel Dino Meneghin, candidato forte alla presidenza Fip, con il quale non stanno andando d'accordo.
Ma come sono gli scenari elettorali? C'è un primo gruppo, con Siena, Roma e Teramo, che sponsorizza Antonetti, presidente abruzzese; un secondo che raduna Milano, Montegranaro e la Virtus Bologna (però Sabatini flirta pure con Siena), propenso per Renzi (a capo della Legadue);un terzo con Cantù, Udine, Avellino, Ferrara e Biella, che vorrebbe un manager; e un quarto, con Treviso e Fortitudo, indifferente. La Legabasket? Una corte rinascimentale".

Flavio Vanetti – Corriere della Sera

P.S.
Presidè, statt’ ngh’ si quattr’ uaje.

0 commenti:

Posta un commento