Il miglior Teramo Basket del campionato contro una delle sole tre Squadre del torneo, per doppiaggio la miglior gara vista quest’anno al PalaSkà dai Dandy della Pallacanestro.
E vince con pieno merito “la principale candidata alla retrocessione”, nonostante lamentele a caldo degli ospiti per un verosimile contatto in recupero sul tentativo dall’angolo di Lauwers ad 8’’ dalla fine dell’overtime sul 97-94, ma Doum, oltre ad essere un gran mitragliatore (negli Annali un suo primo tempo contro la Benetton Treviso del 2005), è pure un sublime teatrante, e se quel contatto era da sanzionare – come avrei detto dal vivo – l’ha comunque certamente cercato.
Avellino, che in estate era ampiamente la squadra più accattivante per i miei gusti ignoranti, testimonia nei 45’ il suo meritatissimo quarto posto in classifica pur tra turbe societarie, e questo è un fattore da ben evidenziare prima di valutare la pallacanestro offensiva, ma pure difensiva, regalata dal Teramo. Corale, forzature poco o niente, tanti passaggi, tanto movimento, poche triple e neanche fortunate: veramente un gran bel basket.
E lo so, lo so che la Scandone era priva di Troutman e Taquan Dean, ma non è possibile che quando perdono contro Teramo abbiano sempre una scusa: all’andata che avevano scioperato perché Ercolino non pagava, nel quarto di finale di Coppa Italia Williams che aveva mangiato pesante, nel ritorno in RS che Hoover aveva sganciato da troppo lontano… ennò, hanno perso pur giocando sui loro buonissimi livelli, e col miglior Linton Johnson dell’anno a far rimpiangere poco Chevon Troutman, se poi Riccardo Cortese non ha ripetuto la gara dello scorso anno al PalaDelMauro bisogna farsene una ragione: li abbiamo cacciati apposta i carissimi campani Capobianco & Ramondino, ed abbiamo fatto 2-0 contro la loro “alma mater” (che galletta, Ramondino, chissà che galletta!).
Ed anche per questo spiace, spiace davvero che i 60 rumorosi e colorati Avellinesi al seguito l’abbiano presa male, ma male al punto da anticipare, disperati e quasi sull’orlo del pianto, che “non ci vedremo più, non ci vedremo più!”. Perché va bene che aver perso in casa della scarsissimissima ultima in classifica, concedendole l’ultima vittoria della sua triste stagione, può anche indurre una breve depressione, a maggior ragione se avevi anticipato a panza nuda “vinceremo noi, vinceremo noi”, ma proprio la stagione dei teramesi – ancora clamorosamente in corsa per la salvezza diretta, a 4 punti dal terzultimo posto – dovrebbe indurre alla speranza, alla lucida follia d’un tenue e profetico sogno di salvezza.
Dai, amici Irpini, vedrete che le difficoltà societarie si risolveranno e ci rivedremo di nuovo il prossimo anno, sempre in Serie A, non arrendetevi all’idea d’esser già tornati in “Serie B, Serie B” come avete cantato insultando innocui tribunari in deflusso davanti al vostro settore… a differenza del Teramo Basket – mai retrocesso nella sua storia – siete già retrocessi almeno una volta sul campo, condotti per mano da Andrea Capobianco ad una stupenda rimonta fermatasi sulle terga degli Eroi Busca, Cavaliero, Malaventura, Callahan, Capel, Martinez, Grillo e Campana. Siete già retrocessi una volta sul campo e vi allenava Andrea Capobianco, perché arrendersi già all’idea d’un fallimento estivo?
“Giugno, Luglio, Agosto… c’è tempo: non è questo il momento…” (cit.) (ahahahahahahahahahahahahahaha!, ndr)
Goliardia a parte, episodio da riportare 5’ dopo il fine gara: un immenso Francesco Di Francesco (giornalista, opinionista ma soprattutto superbo animatore televisivo locale) che paonazzo si scaglia da dietro la panchina ospite verso uno della Polizia senza divisa, immagino un alto dirigente, rinfacciandogli il comportamento in atto, da cafoni, diciamo, e senza offesa per alcune irpine al seguito, di taluni avellinesi nel settore ospiti da quest’anno a bordo-campo, che se la prendono non solo coi tribunari ma pure con qualcuno nella vicinissima tribuna stampa (un grandissimo, giornalista ma soprattutto tifoso del TB, li ha invitati “con chiari gesti” verso l’autostrada… :-) ed addirittura col Capitano che stava semplicemente facendo il solito giro di campo ringraziando uno ad uno i 3000 teramani presenti. Il piccatissimo dirigente lo mira con lo sguardo e gli va autoritario incontro: fosse stato un curvaiolo magari se lo portava pure in Questura…
Non mi perderò per nessun motivo il Basket&Basket di questa settimana, e se ‘nziamai Di Francesco non dovesse accennare da par suo all’episodio giuro che ricorderò di quella volta che fece prendere 5000 euro di multa al TB per invasione di campo!!!
Tornando sulla gara, l’unica nota negativa è stata la reazione del palas ai 4 errori in serie di Jesse Young ai liberi nel finale di regolari. Siamo stati in pochissimi ad applaudirlo dopo il primo e terzo errore, ricordo che proprio contro Avellino, 2008-09, in cui sbagliammo un sacco di liberi e specie per mano di Brown, dopo un suo ennesimo errore nel finale tutto il palas applaudì Brandon sbagliato il primo, e BB segnò il secondo ringraziando tutti. Young non è Brandon, ma non è quello il modo in cui poterlo aiutare (tarati i liberi, sarebbe stata una prova più che sufficiente e difensivamente più consistente rispetto al mattacchione Kevin Fletcher, che solo per come ha commesso il quinto fallo si meriterebbe una settimana di soli scivolamenti difensivi bendato).
Nel primo tempo Rodrigo De La Fuente ha dato ripetizioni al grezzissimo Omar Thomas, salito poi alla distanza e marcato nell’overtime da un DRAKE DIENER che in fase difensiva ha parzialmente sopperito ad un pomeriggio di scarsa ispirazione tecnica, balistica ed ormonale.
Che altro aggiungere… il Presidente era col maglione rosso scaramantico e stavolta non è sceso a bordo campo; fa piacere aver dato a Massimo Nardi o non so chi l’idea delle bacchette “clap clap” contro Treviso con quel mio precedente posht in cui ricordavo i Giochi del Mediterraneo 2009 e la fallimentare organizzazione del Presifighissimo (ma sei proprio un mitomane! Sei solo un poveraccio!, ndr), e fa ancor più piacere che stavolta fossero sia bianche che rosse e senza sponsor, come quelle dei Camplesi ad Atri riportate nella mia cronaca (ma basta!, ndr), anche se continuo a preferire le mie mani.
Brindisi alla prossima riposa ma comunque giocherebbe a Siena, poi ha Cantù in casa mentre noi riceveremo Varese, e sarebbe “molto importante” arrivare allo scontro diretto sopra per mettergli maggior pressione.

Ma domenica si va al PalaEur, ore 17.15, per affrontare un’accozzaglia senz’anima come la Virtus Roma, che avrà probabilmente maggior talento e massa ma di certo non maggior grinta di questo dignitosissimo Teramo Basket.
In questi giorni m’è tornata in mente una frase di Mario Boni, o meglio una frase tramandata dalla leggenda, che avrebbe detto alla presentazione ufficiale, appena arrivato da Roseto, praticamente le sue prime parole da giocatore del Teramo Basket.
Pare disse, più o meno, Mario Boni, presentandosi a stampa e tifosi: “Io da oggi sono un giocatore del Teramo Basket, e sono pronto a morire con questa maglia addosso”.
Lo disse, Mario Boni, e lo fece.
Per due anni interi.
Continuate a farlo/fatelo anche voi, Capitano, Drake, Ivan, Rodrigo, Kevin, Josh, Achille, Giorgio, Roberto, Robert, Jesse, Alex.
Per sette partite, ragazzi, solo sette partite…
Per un momento abbandonato il boss di Pescara (tanto solo la magistratura potrebbe toglierlo dai suoi affari, e ti segnalo i prossimi tentativi di scardinare il campionato CSI), direi che sei tornato in forma......
RispondiEliminaE' tornato il Delonte che si diverte e traspare la passione.
Il solito IP
La frase di Boni ebbe questa genesi: durante la sua presentazione ufficiale uno sparutissimo gruppo di tifosi contestò Marione per il solo fatto di essere un ex-Sharks. Intervistato da una tv locale, alla domanda (vado a memoria): "Mario, tu vieni da Roseto che è... (la solità minestra riscaldata sui cattivi rapporti tra teramani e rosetani), cosa dici ai tuoi nuovi tifosi?" SuperMario pronunciò la fatidica frase: "Ero a Roseto e vivevo, giocavo e morivo per Roseto... adesso sono a Teramo e vivrò, giocherò e morirò per Teramo".
RispondiEliminaAmore tra tifoseria e SuperMario nato in un nanosecondo, cementato poi nel corso della prima amichevole ufficiale tra Sanic e Fabriano. Boni dall'angolo tira da tre e subisce il contatto da parte di Gattoni che lo manda per terra...morale? Canestro e fallo, con SuperMario che da terra alza i pugni in senso di vittoria e come un tarantolato, sempre a pugni alzati va verso la tribuna modello "statua di Rocky a Philadelphia". Il Palazzetto a momenti crollava!!!
Dopo la divagazione storica, torno al basket attuale. Dopo questa vittoria abbiamo ancora una minima speranza di salvezza. E' dura, difficilissima e forse anche impossibile ma abbiamo il dovere di crederci... la Serie A è troppo importante!!!
crederci sempre, arrendersi MAI!!!
RispondiEliminacioé, dopo l'amarcord su Mario Boni tu mi vai a mettere una citazione di Simona Ventura... dovrei moderarti!!!
RispondiEliminaOffro una tazza in cambio d'una mail con maggiori info su quei prossimi tentativi...
Delonte volevo solo ricordati che l'anno in cui avellino scese e poi venne ripescata, Capobianco vinse la sua prima partita a Teramo. In più prese la squadra da 0-7 e fu in parte rifatta a campionato in corso. Avellino quell'anno scese, è vero, anche grazie ad un derby chiaramente accomodato tra le due squadre abruzzesi, con Teramo che perse con Roseto di Busca, Malaventura, Caple, Martinez, Casoli e Cavaliero 88-69. Avellino l'ultima la gioca sai dove, a Brindisi. Corsi e ricorsi storici, speriamo i giochi siano già segnati, altrimenti la vedo dura.
RispondiEliminaricordo bene, come pure il nostro record 4-13 in casa, perdendo non solo contro Roseto ed Avellino ma pure Reggio Calabria ed una Livorno ancora in lotta per la salvezza, di 20 e dopo quella con Roseto e giocando anche peggio.
RispondiEliminaPermettimi quindi il beneficio del dubbio su quell'accomodato riferito al derby, fermo restando che non pochi teramani ancora oggi sarebbero d'accordo con te. Ma ricordo anche il post Avellino-Livorno, dove forse qualcuno, compreso Capobianco, s'aspettava accomodamenti livornesi che non giunsero...
Ricordo con grande affetto quel Roseto e penso che basare la sua meritatissima salvezza su quel derby stravinto sul campo sia una forzatura, sarebbe come dire che ad esito inverso i rosetani avrebbero potuto fare congetture sulla vittoria - quella sì clamorosa - di Avellino a Milano.
Tra l'altro Roseto vinse di 20 all'andata con Capobianco già in panchina, e difese il margine pur decimato nel ritorno.
Su questa spiacevole rivalità creatasi, ricordo che il tutto iniziò due anni fa a Teramo per colpa degli OF che si presentarono cantando "vinceremo noi", quella volta con successo, usando a fine gara il solito pretesto di qualche tribunaro per prendersela con tutto il palas. So che ad Avellino si cerca di post-datare l'ostilità al ritorno e ricondurla ai teramani, non è così.
Però ti sei dimenticato un'altra analogia: Avellino retrocesse in Emilia contro la Reggiana, noi all'ultima andiamo a Casalecchio... :-)
PS
Nell'elenco degli Eroi non ho messo Chiavazzo: imperdonabile!
a me di simona ventura, nn me ne frega una beneamata mazza. nn venirmi a dire che l'ho mutuata da siffatto personaggio. per piacere, non scambiamo la nutella con la merda...
RispondiEliminapardon mon francesism