Campli: Del Zoppo 7, Stura 20, Gentili 9, Malavolta 7, Rizzo 15, Pulsoni 0, Nardi 8, Ramoni 2, Pinzari , Quarchioni ne, Di Felice ne, Alleva ne.
Nereto: Woods 4, Di Domenico , Stannard 6, Poeta 37, Camaioni 2, Piccinini 6, D'Alessandro 2, Minora 8, Gaglioti 2.

Decima vittoria nelle ultime dodici partite, e Campli comincia proprio ad esagerare: c’ha talmente preso gusto che l’ha voluta vincere due volte, questa col Nereto.
Perché dopo la tripla di Gentili sulla terza sirena, diciamocelo, era già finita, e a Nereto in quei casi esclamano: “YO SOTTA”, in segno di vittoria.
E invece Simone Poeta… ops: Nereto, che fin lì ne aveva segnati 42 in 30’, ne mette 25 in 8’, sorpassando sul 65-67 a meno di due minuti dalla fine.
Pare un ritorno inesorabile, quello dei vibratiani, riagganciati nottetempo da Alba Adriatica all’ultimo posto in trio col BB Roseto a 8 punti, per colpa d’un David Petrucci capace di raggiungere finalmente il quorum (47 voti su 93 presenti) nella seduta interna contro Popoli.
Dopo due minuti ed un paio di triple, la panchina farnese già “mangia la foglia” (neologismo, ndr) e chiama time-out: 63-50.
Walter D’Alessandro esce per quinto fallo, ma, dal momento che non era mai entrato, gli ospiti non ne soffrono più di tanto, accorciando ancora sul 63-57.
Castorina implora maggior velocità (“siamo troppo lenti!”), Rizzo prova a smentirlo dai 7 metri ma invano: si dimentica un piede sull’arco, 65-57.
Stannard non ce lo mette proprio, il piede, ed il primo ferro lo aiuta, anche troppo: 65-62.
Poeta incassa i suoi 37 dalla lunetta, e, sul ricordato 65-67, Del Zoppo realizza solo il secondo: 66-67.

Il vuoto di sceneggiatura a questo punto è riempito da un signore al seguito del Nereto (sentito dire il padre di un giocatore, non aggiungo altro), che dal retro della panchina ospite giunge fin quasi a metà della tribuna farnese per chiedere “conferma” faccia-a-faccia ad un tifoso camplese, di quelli alle transenne, di alcuni apprezzamenti sentiti a distanza. Si frappongono due attempati carabinieri, più divertiti che altro, da una delle scene più spettacolose viste in un palasport, senza nessun accenno di violenza, solo puro testosterone!
Il camplese non indietreggia di un millimetro, a farlo sarà la controparte su invito dei due carabinieri, prima che arrivino gli altri del Mucchio Selvaggio. A fine gara il tifoso camplese è andato dal signore a spiegarsi e si son anche stretti la mano, l’IDOLO è rimasto poi sull’angolo in alto della tribuna fino alla fine e fin quando son uscito. E, a freddo, non si può non rendere onore a questo GRANDISSIMO, che c’aveva il fisico, per carità, ma per andare in mezzo a 400 Camplesi, che si erano pure riscaldati, e neanche poco, per alcune chiamate di De Ascentiis, ragazzi… che cazzo di FREGNO!
Dal rientro in campo, ci soccorrono le nitide immagini di questo nitido video: 66-67, -46’’, attacca Nereto, Stannard consegna a Poeta che si prende una stoppata di Stura. Sulla rimessa, il #12 neretese passa su un blocco ma il tiro vede solo il fondocampo. Time-out di Castorina con 16’’ ca da giocare.
Rimessa di Nardi, fa da esca Gentili, si va dove non si può non andare: Stura profondo, spalle a canestro.
E uno, e due palleggi di mancino, e siamo dove Nereto non avrebbe mai dovuto farlo andare: 68-67, cadendo leggermente indietro, e se avete notizie di quel raddoppio per mandarlo sulla linea di fondo fate sapere.
Poeta ci prova ancora, prima in solitaria (Moro vede un fallo in attacco) e poi da centrocampo dopo l’appoggio di Malavolta, Campli aggancia la Fortitudo in compagnia del Penne a 34, e stacca di 4 punti l’ottavo posto di Martinsicuro e Ripalimosani.
A margine, sempre non funzionanti i 24’’, stavolta c’era il countdown coi fogli di carta: 24, 20, 15, 10, 5. Ma ogni tanto dal tavolo ho visto esibire pure “fate poco casino, please”, anche per questo atmosfera soft salvo il finale (sempre per i canoni Camplesi, sia chiaro).
Il problema dei 24’’ ha danneggiato Nereto nel primo tempo, quando è partito un fischio alla coppia e tutti l’hanno interpretato come infrazione dei 24’’, meno Del Zoppo che ha preso il rimbalzo d’attacco nell’ovvia immobilità dei neretesi. Moro si consulta al tavolo e si decide che i 24’’ non erano scaduti, rimessa a Campli col cronometro resettato.
Un tecnico per proteste a D’Alessandro e Stura, ma il primo è stato più condizionante: secondo e terzo fallo a metà primo quarto, assist per il primo allungo farnese (18-11) e l’esperto pivot rientrerà solo a metà terzo quarto, alla prima azione commetterà fallo in raddoppio proprio su Stura, resterà in campo con 4 per altri 8-9’.

Quanto alle proteste farnesi per le chiamate di De Ascentiis nel finale, credo siano state accentuate dall’agitazione per la rimonta ospite in atto: a parte il fallo in attacco fischiato a Rizzo in palleggio (ma ero coperto), mi son sembrate tutte condivisibili.
Domenica, ore 20, Campli di nuovo al PalaSannicolò contro il Lanciano, secondo a 40 punti.
Appello: togliete quel cancello da cantieri all’ingresso della tribuna retro le panchine…

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